Arte Digitale Figurativa
Manifesto Amplificato
Con Arte Digitale Figurativa intendiamo quelle opere statiche, dinamiche o interattive che presuppongano la necessità di strumenti digitali per la propria realizzazione, ove altri metodi non porterebbero un simile o altrettanto efficace effetto estetico.
Che cos'è l'Arte Digitale?
Quando a metà degli anni '90 iniziai la mia ricerca sull'Arte Digitale ero spinto principalmente da una forte dose di curiosità e dal desiderio di affrontare uno stile ancora inesplorato. Ben presto però, a questi stimoli si aggiunsero i dubbi: molti erano i detrattori del digitale come espressione artistica, persone che criticavano l'artificiosità delle immagini e alcune proprietà tipiche di ciò che veniva realizzato al computer piuttosto che a mano libera.
Gli argomenti principalmente confutati erano l'assenza di un tratto personale, la bassa risoluzione delle immagini e la mancanza di presenza fisica del colore. Tutte obiezioni che possono apparire fondate, purché si parta dal presupposto di confrontare la figurazione digitale con la Sacra Arte della Pittura. Questo errato presupposto è tristemente diffuso per via dei numerosi e fallimentari tentativi di simulazione ed emulazione delle tecniche pittoriche tradizionali.
Così come era accaduto per la fotografia cento cinquant'anni prima, una nuova forma d'Arte veniva denigrata perché paragonata a un'altra esistente, anziché essere considerata un'innovazione a sé.

La ricerca
Lo scopo della mia ricerca si sdoppiò: da un lato stavo cercandoun mio stile personale (quello che alcuni ritenevano impossibile con il digitale) e dall'altro quello di stabilire se e come l'Arte Digitale Figurativa avesse senso di esistere ed essere dunque apprezzata come Arte.
La ricerca era facilitata dalla mia collaborazione con la rivistaComputer Graphics & Publishing, per la quale avevo creato la rubrica «Computerarte?». La presenza del punto interrogativo evidenziava lo spirito indagatorio su ciò che stava emergendo. All'interno della rubrica pubblicai un primo Manifesto dell'Arte Digitale. Al termine di quella prima esperienza raccolsi i risultati nella mia tesi di laurea Arte Digitale Capitolo I, presentata all'Accademia di Brera nel 1999 e premiata con il massimo dei voti.

Verso la metà degli anni 2000 la maggior parte delle confutazioni era stata risolta. Avevo raggiunto uno stile personale; la tecnologia permetteva immagini sempre più grandi e definite; continuavo a inventare o scoprire aspetti estetici innovativi, diversi da qualunque altra formula artistica.
Tutto questo portò alla risposta definitiva:l'Arte Digitale Figurativa può avere un'identità, purché l'uso del digitale sia apertamente differenziato dalle altre forme d'Arte.
Con Arte Digitale Figurativa intendiamo quelle opere statiche, dinamiche o interattive che presuppongano la necessità di strumenti digitali per la propria realizzazione, ove altri metodi non porterebbero un simile o altrettanto efficace effetto estetico.
I tre principi
Il Manifesto si articola in tre terzine di principi:
- L'innovazione degli strumenti: l'importanza innovativa degli strumenti digitali e il loro legame con la cultura e la creatività contemporanee.
- L'artista: la figura chiave alla quale servono un nuovo codice deontologico e una ricerca costante per apprezzare i vantaggi del digitale senza cadere nelle facili trappole del naïf.
- L'identità: la necessità di identificare l'Arte Digitale il più possibile, differenziandola tanto dalle Arti Classiche quanto dalle Arti Grafiche legate alla comunicazione visiva.

Il Manifestone
Per rendere il Manifesto immediatamente riconoscibile anche fuori dal contesto editoriale, fu realizzato il Manifestone: un poster verticale che sintetizza in un'unica immagine l'essenza del testo, con la forza visiva tipica dell'Arte Digitale Figurativa.
Il poster divenne un punto di riferimento estetico e concettuale, distribuito nelle manifestazioni d'arte, nelle scuole e nelle fiere di settore come simbolo del movimento per l'identità del digitale.
La pubblicazione su Computer Arts
La risposta della stampa di settore fu positiva e incoraggiante. La rivista britannica Computer Arts dedicò al Manifesto un ampio spazio, pubblicando cinque articoli monografici che analizzavano i principi fondamentali dell'Arte Digitale Figurativa e li mettevano in dialogo con il panorama artistico internazionale.
Il Manifesto era diventato un riferimento culturale credibile, con una propria autonomia rispetto a qualunque altra forma d'Arte.

Leggi gli articoli su Computer Arts (PDF) →
L'Edizione Amplificata
A dieci anni di distanza dal primo Manifesto, con le tecnologie digitali ormai consolidate nel panorama artistico e con una ricerca personale molto più matura, nacque l'esigenza di un'edizione definitiva: ilManifesto Amplificato dell'Arte Digitale Figurativa.
L'edizione amplificata raccoglie, espande e sistematizza i dieci dogmi fondamentali liberamente interpretabili, ciascuno illustrato con immagini originali. Non è un manuale né un trattato accademico, ma un atto di cultura contemporanea: una dichiarazione di identità per un'Arte che esiste, che ha senso di esistere, e che merita di essere riconosciuta.










Leggi il Manifesto Amplificato completo (PDF) →
Edizione 2.2.1 — ISBN 9781445224251
© Massimo Cremagnani — Capitolouno
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